ColecistiRoma Centro di cura privato per la calcolosi della colecisti






LA CHIRURGIA DELLA COLECISTI (CISTIFELLEA)

TERAPIA E COMPLICANZE CHIRURGICHE

Il trattamento della calcolosi della colecisti è chirurgico e consiste nell’asportazione della colecisti (COLECISTECTOMIA).
La modalità con cui si asporta la colecisti è evoluta radicalmente con l’avvento della chirurgia mini invasiva (LAPAROSCOPIA). Negli ultimi venti anni infatti da una metodica che prevedeva l’apertura dell’addome per l’asportazione della colecisti, si è passati all’introduzione degli strumenti e di un’ ottica dall’esterno dell’addome, pur mantenendo l’intervento chirurgico invariato nella tecnica.
La metodica LAPAROSCOPICA ha degli indubbi vantaggi rispetto alla metodica tradizionale LAPAROTOMICA. Questi consistono in una più rapida ripresa delle attività personali precedentemente svolte e normalmente il paziente viene dimesso il giorno seguente o due giorni dopo l’intervento chirurgico.
Come nella tecnica laparotomia, anche in quella laparoscopica esistono delle complicanze:
- lesioni della via biliare extraepatica, che possono comportare perdita biliare più o meno importante ( ramo biliare anomalo, deiscenza moncone cistico, lesione del dotto principale etc…) Tali lesioni richiedono spesso procedure aggiuntive quali la colangio-pancreatografia retrograda (ERCP) o il drenaggio biliare transepatico (PTBD),etc. e talvolta la necessità di reinterventi.
- lesioni vascolari di grossi rami arteriosi dell’arteria epatica, che possono verificarsi per la presenza di tenaci aderenze che coinvolgono l’albero biliare e/o le strutture vascolari per pregressi episodi infiammatori (colecistite) o per anomalie anatomiche;
- emorragie che, quando si verificano nel periodo postoperatorio, possono richiedere un reintervento;
- lesioni di visceri cavi, il più delle volte dovute alla lisi delle aderenze presenti;
- pancreatite acuta,
la cui evoluzione verso forme severe non è prevedibile. Rappresenta una complicanza temibile e possibile in tutti gli interventi chirurgici addominali, ma particolarmente in quelli del distretto bilio-pancreatico.
- calcolosi residua della via biliare principale, che potrebbe richiedere metodiche aggiuntive per la risoluzione del problema, come la colangio-pancreatografia retrograda (ERCP) nel corso della quale possono anche essere asportati calcoli;
-
lesioni cicatriziali tardive di rami della via biliare extraepatica., possibili a distanza variabile di tempo dall’intervento;
- second look (ovvero un reintervento di completamento), in funzione del referto istologico della colecisti.
- complicanze generiche (a carico di cuore, polmoni, reni, fegato, cervello) possono verificarsi, soprattutto in soggetti particolarmente anziani e/o con importanti malattie d’organo (coronaropatie, insufficienza renale o epatica o respiratoria) o sistemiche (diabete, dismetabolismi, defedamento, ecc.), così come in corso o dopo qualunque manovra anestesiologica, chirurgica, farmacologica, ecc.
Nessun chirurgo serio può garantire che porterà a termine l’intervento laparoscopico a termine nel 100% dei casi perché possono esistere motivazioni anatomiche o intraoperatorie peculiari per cui è più prudente convertire l’intervento alla forma tradizionale, sebbene il tasso di conversione sia molto basso e direttamente proporzionale all’esperienza del chirurgo operatore

DIAGNOSI

Lo studio della calcolosi della colecisti è ben realizzabile con una ECOGRAFIA ADDOMINALE che consente di ben evidenziare la presenza di calcoli o fango biliare all’interno della colecisti. Certamente valida come forma di studio è la TC ADDOME che evidenzia oltre che la colecisti anche la via biliare consentendone lo studio morfologico ed eventuali anomalie anatomiche. Queste stesse informazioni (ancor meglio dettagliate) fornisce la COLANGIO RISONANZA MAGNETICA da preferirsi rispetto alla TC quando esista un sospetto fondato di calcoosi della via biliare principale (in presenza di ITTERO)

PERCORSO
Il paziente si ricovera in clinica la mattina stessa dell’intervento alle ore 8 a digiuno.
Si esegue in prelievo del sangue per gli esami ematochimici, l’elettrocardiogramma e, se necessaria la RX Torace
Si dialoga con l’anestesista che valuterà dal suo punto di vista il caso clinico e si procede con l’intervento chirurgico normalmente per via LAPAROSCOPICA.
Quando necessario si posiziona un drenaggio che si rimuove normalmente in prima giornata post operatoria
Si somministra la terapia antibiotica e si riprende l’alimentazione leggera fin dal primo giorno dopo l’intervento
La dimissione avviene la sera del primo giorno o la mattina del secondo giorno anche in dipendenza dell’orario in cui viene eseguito l’intervento chirurgico
La sutura delle ferite cutanee avviene con filo riassorbibile e non è pertanto necessario rimuoverli dopo i canonici 8 giorni